I DISCEPOLI DEL FUOCO

Cosa succederebbe se a Bologna, in pieno medioevo cristiano, venisse alla luce un testo in cui si rivela il “segreto del fuoco” degli antichi magi persiani? E se si venisse a sapere che tale segreto è collegato alla teoria delle sfere celesti di Eudosso di Cnido, poi ripresa da Aristotele? E ancora, che succederebbe se si scoprisse che il sogno di Costantino prima della battaglia con Massenzio, quello dove vide una grande croce nel cielo, riguardava un simbolo solare, e non la croce di Cristo?

Potrebbe darsi che una setta di adoratori di Mithra, guidata da un capo fanatico e misterioso, decidesse di usare quel segreto per salvare da Satana il maggior numero di anime possibile? E in che modo? Semplice: poiché Mithra è il dio del sole e del fuoco, per riunificarsi con lui nel “pairidaeza” (parola da cui deriva il nostro termine “paradiso”) bisogna passare attraverso la fiamma. In una parola, bruciare. Più persone bruceranno tutte insieme, più anime saranno salvate.

Quando? Ma il 25 dicembre, ovviamente: il giorno della nascita di Mithra in una grotta, poi usurpato dai cristiani che l’hanno chiamato Natale.

Ecco in cosa si trova coinvolto questa volta Mondino de’ Liuzzi, medico anatomista realmente esistito, coadiuvato dal fido ex templare Gerardo da Castelbretone. Ne “I discepoli del fuoco” non c’è da risolvere solo il mistero di alcuni cadaveri bruciati senza che nulla intorno a loro abbia preso fuoco, ma c’è anche una corsa contro il tempo per salvare la città.

Stavolta mi sono proprio divertito a scrivere un libro che, almeno nelle mie intenzioni, è una lettura avvincente e una full-immersion nel periodo storico trattato, con odori, sapori e personaggi credibili.

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