Cuore di ferro

Messere,

il 12 gennaio dell’anno del Signore 1305, voi con altri cavalieri templari avete preso parte a un’azione di estrema crudeltà contro un uomo innocente, nella speranza di carpirgli un segreto che avrebbe potuto rendervi immortali, oltre ad arricchirvi oltre misura.

Non eravate neppure certo che fosse in possesso di tale segreto, ma ciò nonostante l’avete torturato orribilmente e infine ucciso, senza indurlo a confessare. Il fatto che non si trattasse di un saraceno nemico della fede ma di un cristiano come voi, non è bastato a trattenere la vostra mano.

Quello che avete fatto mi ripugna, ma non è questo il motivo per cui vi scrivo.

Il segreto da voi bramato si trova ora nella città di Bologna, in Italia. Anch’io desidero entrarne in possesso, ma ho bisogno di aiuto. E piuttosto che cercare di convincere della sua esistenza complici che potrebbero rivelarsi indecisi e inaffidabili, preferisco rivolgermi a chi, come voi, ha già ucciso senza esitare per impadronirsene.

Se la mia proposta vi interessa, trovatevi sabato primo maggio 1311, dopo il vespro, davanti al Monte degli Ulivi di quella che qui chiamano Sancta Hierusalem Bononiensis. Vi spiegherò cosa voglio da voi in cambio di quello che vi offro.

Considerate l’oggetto che troverete accluso a questa lettera come una prova della mia veridicità.

In fede,

Un amico.

Bologna, 1311. Un discepolo dello Studium trascina a notte fonda il cadavere di un uomo fino alla porta del suo maestro Mondino de’ Liuzzi, medico e anatomista. L’uomo è stato ucciso in modo orrendo e nel torace, aperto con una sega, il cuore è stato trasformato in un blocco di ferro. Sedotto dalla possibilità di scoprire il segreto che ha consentito una simile trasmutazione, Mondino decide di aiutare il giovane che, proclamandosi innocente, gli rivela la sua vera identità. Il suo nome è Gerardo da Castelbretone e, come il suo confratello assassinato, è un cavaliere templare, che si è nascosto sotto i panni di studente di medicina. Per coprirlo, il medico è costretto a mentire all’inquisitore Uberto da Rimini, feroce accusatore dei Templari, che non tarda a bussare alla sua porta. Quando però un secondo cadavere viene ritrovato nelle stesse condizioni, Mondino e Gerardo capiscono che arrivare all’assassino prima dei domenicani è l’unica speranza che hanno per scagionarsi da qualsiasi accusa e sfuggire alle torture con cui, una volta arrestati, Uberto saprebbe far confessare loro anche ciò che non hanno mai commesso

9 Comments

  1. La deriva dei continenti

    Sono arrivata in ritardo io 🙂 Poco male: quando un libro merita, non importa l’anno di pubblicazione! 😉

  2. Alfredo (Post author)

    Cara “La deriva dei continenti”, grazie mille di aver incluso Cuore di ferro tra i tuoi consigli di acquisti per natale. Sono felice che il libro continui a piacere, malgrado sia uscito ben 4 anni fa.

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  4. Alfredo (Post author)

    Grazie mille, Gaia!

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  6. Alfredo (Post author)

    Cari dottor Naddaf e Neus, ustedes son los primeros que me dejan un comentario sobre “corazòn de hierro”. Qué bonito regalo de navidad!!

    Gracias!

  7. Neus

    Caro Alfredo.
    Voy a comenzar “Corazón de hierro”….
    Creo que me gustará… Ya te contaré!
    Ci vediamo

  8. dottornaddaf

    Il libro mi ha piaciuto molto, è scorrevole, ti prendi dell’inizio alla fine.
    scritto magistralmente.
    Complimenti.

  9. Paolo

    Grande recensione su La Repubblica di oggi! Complimenti!

    Ci si vede domani alla presentazione di Bologna per autografo!

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